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Contrariamente a quanto sostiene il fondo attivista Elliott Management, che ha acquisito una partecipazione in Telecom Italia nel marzo 2018 e ne ha assunto il controllo nel maggio 2018, scommette sul ribasso del prezzo dei titoli TIM fino alla prima metà del 2019. Questo è ciò che un articolo di Wansquare rivela all’inizio di novembre.

Infatti, da uno studio sulle dichiarazioni di Elliott Management alla SEC risulta che la società ha coperto il 56% delle sue azioni ordinarie (con 750 milioni di azioni che rappresentano un investimento di Elliott di circa 600 milioni di euro) con acquisti put, con scadenza febbraio-giugno 2019. Queste opzioni put a loro volta sono finanziate da vendite call riguardanti le stesse azioni alle stesse date.

Questa strategia permetterà a Elliott di realizzare una plusvalenza di diverse decine di migliaia di euro sulle azioni coperte indipendentemente dal prezzo, ma soprattutto permetterà al fondo attivista, piuttosto usato per guadagnare miliardi (come quando scommette sul debito argentino) di rafforzare significativamente il proprio capitale senza pagare un centesimo, se il prezzo rimane al di sotto del prezzo di esercizio, che è di 81 centesimi di euro per azione.

Garantire 61 milioni di azioni senza pagare un centesimo di euro

Ad esempio, mantenendo il prezzo dell’azione al livello attuale di 50 centesimi per azione fino a febbraio 2019 permetterebbe a Elliott di ottenere dalla sua banca non meno di 250 milioni di euro, garantendo così ulteriori 61 milioni di azioni TIM senza pagare un centesimo, portando in questo modo la sua partecipazione a quasi il 12% del capitale, rispetto all’attuale 8%. Naturalmente, il riacquisto di azioni proprie dovuto allo sblocco dei put sarà tanto più efficace se il prezzo è inferiore al momento dell’acquisto.

Allo stesso tempo, il costo dell’investimento di Elliott scenderebbe a 59 centesimi per azione ordinaria ossia un costo inferiore del 27% rispetto al prezzo di acquisto delle azioni, attualmente in suo possesso, il che consentirebbe al fondo attivista (ma non agli altri azionisti) di beneficiare pienamente di un eventuale aumento del prezzo di Telecom Italia dopo tale data.

È quindi più facile capire perché il fondo attivista di Paul Singer scommette (e fa di tutto) sul mantenere il prezzo al livello attuale o sul suo continuo declino prima della primavera 2019, a spese degli altri azionisti e soprattutto della società stessa.

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