Dipendenti, prime vittime delle incursioni degli attivisti

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Le strategie di attacco dei fondi attivisti sono ben consolidate e spesso seguono la stessa logica. Si rivolgono alla direzione di imprese prescelte con proposte basate sulla creazione di valore aggiunto, ma che in realtà portano a ondate di licenziamenti al fine di realizzare grandi progetti di ristrutturazione.

Ad esempio, Nelson Pelz, responsabile del fondo attivista Trian Fund Management, è descritto come “l’uomo con 100.000 licenziamenti”. Trian Fund Management fa tremare le aziende più grandi, niente è troppo grande per Nelson Peltz. Tra le sue numerose vittime ci sono aziende come Heinz, Pepsi, Schweppes, General Electric e P&G.

Elliott Management non è da meno e la sua importante attività negli ultimi 5 anni ha distrutto decine di migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo. Il suo fondatore, Paul Singer, ha poco rimorso e non mostra alcuna pietà quando si tratta di riorganizzare la forza lavoro delle aziende interessate. E non ha senso opporsi a Paul Singer perché è spesso una causa persa e conduce direttamente all’aula di tribunale dove ha saputo circondarsi dalle persone più influenti. Ad esempio, recentemente ha assunto Richard Zabel, l’ex braccio destro del procuratore federale di New York.

Negli ultimi 5 anni, abbiamo stimato che quasi 50.000 posti di lavoro sono stati persi o minacciati dall’arrivo di Elliott. Ecco alcuni esempi:

– AkzoNobel (Agosto 2017)

AkzoNobel è un’azienda di origine olandese con sede ad Amsterdam, specializzata in vernici, prodotti chimici e prodotti sanitari. Nel 2017 AkzoNobel ha realizzato un fatturato di 6,6 miliardi di euro.

Ha subito 6400 licenziamenti

https://www.prnewswire.com/news-releases/elliott-advisors-uk-limited-releases-independent-research-forecasting-approximately-6400-redundancies-in-akzo-nobel-stand-alone-scenario-621411543.html

– Arconic (Maggio 2017)

Arconic è un’azienda specializzata nella progettazione e nella produzione di metalli leggeri. I prodotti Arconic, tra cui alluminio, titanio e nichel sono utilizzati in tutto il mondo. Nel 2017 Arconic ha realizzato un fatturato di 13 miliardi di dollari.

Ha subito 1600 licenziamenti

https://www.20minutes.fr/economie/1824489-20160411-alcoa-plongeon-benefices-1er-trimestre

– Hess (2014)

Hess Corporation, prima del 2006 Amerada, è una compagnia petrolifera americana con un fatturato di 5,5 miliardi di dollari nel 2017.

Ha subito 300 licenziamenti

https://www.reuters.com/article/us-hess-layoffs/hess-cutting-hundreds-of-workers-as-it-battles-activist-investor-idUSKBN1F524G

– Commvault (Avril 2018)

Commvault è una società di software americana di gestione dei dati e delle informazioni che nel 2018 ha raggiunto un fatturato di 670 milioni di dollari.

Ha subito  110 licenziamenti

https://searchdatabackup.techtarget.com/news/252440441/Hammer-falls-on-Commvault-CEO-company-seeks-Advance

– Thyssenkrupp (maggio 2018)

ThyssenKrupp AG è un gruppo siderurgico tedesco che nel 2017 ha realizzato un fatturato di 41,5 miliardi di euro.

Ha subito 4000 licenziamenti

https://www.ft.com/content/74835d7e-7be4-11e8-8e67-1e1a0846c475

– Atenahealth (maggio 2018)

Athenahealth è un’azienda statunitense che fornisce servizi di rete per la sanità mobile e per i punti di assistenza sanitaria negli Stati Uniti. Ha realizzato un fatturato di 1,2 miliardi di dollari.

Ha subito 500 licenziamenti

https://www.bizjournals.com/boston/news/2018/05/07/elliott-management-makes-6-4b-bid-to-acquire.html

– Gruppo GEA (giugno 218)

Il Gruppo GEA è un’azienda tedesca e uno dei principali operatori internazionali nel settore della meccanica e dell’impiantistica nel settore alimentare. Nel 2017, il gruppo ha realizzato un fatturato di 4,6 miliardi di euro.

“Anche se i grandi tagli di posti di lavoro non fanno parte dei piani di Elliott per ora, si vede che il GEA ha chiuso alcuni dei suoi 65 siti”.

https://www.reuters.com/article/us-gea-group-elliott/fund-manager-elliott-sees-scope-for-cost-cuts-at-gea-source-idUSKBN1CG0XE

– Telecom Italia (marzo 2018)

Telecom Italia è un gruppo privato italiano di telecomunicazioni che ha ereditato la rete fissa dal precedente operatore pubblico che porta lo stesso nome. Nel 2017 TIM ha realizzato un fatturato di 76 miliardi di euro.

20.000 posti di lavoro minacciati dalla scissione

https://investir.lesechos.fr/actions/actualites/la-scission-du-reseau-de-tim-menace-20-000-emplois-syndicat-1807898.php

Fortunatamente, alcuni sindacati non esitano a mettersi in gioco per contrastare le strategie di Elliott, preoccupati per i tagli di posti di lavoro annunciati e per le condizioni di lavoro dei dipendenti che spesso si stanno deteriorando.

L‘IG Metall, ad esempio, è un sindacato tedesco che rappresenta i lavoratori dell’industria metallurgica, tessile e dell’abbigliamento, del legno e della plastica. IG Metall rappresenta molti dei dipendenti della Thyssenkrupp e si batte attualmente contro le attività di Elliott, che è diventato azionista nel maggio 2018 e contro il suo desiderio di rimodellare l’industria metallurgica tedesca.

“I sindacati, preoccupati per i 159.000 dipendenti del gruppo, hanno già indicato che si opporranno alla strategia degli attivisti.

https://www.zonebourse.com/THYSSENKRUPP-436698/actualite/Thyssenkrupp-menace-d-eclatement-par-des-actionnaires-tres-pressants-26942295/

Anche il ministro del lavoro tedesco Hubertus Heil ha espresso preoccupazione nel luglio 2018 per la situazione della Thyssenkrupp e per le ambizioni della Elliott Management ed ha mostrato il suo sostegno all’IG Metal Union. È uno dei pochi politici che si è formalmente opposto al fondo attivista americano. Un atto coraggioso quando si conoscono i rischi legati a tale dichiarazione.

“Stiamo monitorando la situazione alla Thyssenkrupp e con crescente preoccupazione. »

In linea con IG Metal, Workers Uniting conta 7.700 dipendenti di Arconic in Nord America e nel Regno Unito. Workers Uniting non aveva esitato nell’agosto 2017 a mostrare il suo scetticismo sulla scissione di Alcoa nel 2016 criticando la gestione dei nuovi dirigenti di Arconic, guidati da Elliott Management dichiarando che hanno abbandonato i propri dipendenti a beneficio degli azionisti.

“Arconic dovrebbe essere gestita da un team il cui obiettivo principale è investire nel business e sviluppare prodotti di prima classe e fornire buoni posti di lavoro ai suoi dipendenti, navigando in un mercato globale dominato da un commercio sleale. Soddisfare le richieste irragionevoli degli hedge fund che cercano di riempire le loro tasche e passare al loro prossimo investimento è una distrazione inutile. »

https://www.workersuniting.org/connect/news/workers-uniting-concerned-about-hedge-fund-efforts-to-oust-arconic-ceo

Accanto a Workers Uniting, c’è anche il sindacato United Steelworkers, che raggruppa 4.700 dipendenti di Arconic e che ha fatto le stesse osservazioni di Workers Uniting, criticando le strategie di Arconic non sono in accordo con gli interessi dei dipendenti, bensì con quelli degli azionisti.

“Elliott detiene azioni di Arconic da meno di due anni. Il suo investimento in Arconic è poco più del 4% sui 31 miliardi di dollari che gestisce. I membri USW di Arconic sono completamente investiti nell’azienda per garantire il proprio impiego e la propria pensione”.

https://www.prnewswire.com/news-releases/usw-opposes-nominees-by-elliott-management-for-arconic-ceo-and-board-300451013.html

La resistenza contro questa minaccia attivista si evolve e si organizza, ma mancano le risorse. E considerata l’importante attività dei fondi avvoltoio, in particolare Elliott, con le sue recenti acquisizioni in Pernod Ricard, QEP, LogMeIn, Bayer, etc., l’elenco delle vittime è destinato a crescere considerevolmente nei prossimi mesi. Inoltre, Paul Singer avverte che non avrà alcuna coscienza.

Il risentimento non è più importante del guadagno.


Paul Singer

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