Telecom Italia: Vivendi lancia un’offensiva contro il fondo attivista Elliott

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Vivendi ha lanciato un attacco ufficiale contro il fondo americano Elliott nel tentativo di convincere gli azionisti di Telecom Italia a sostituire cinque membri del Consiglio di Amministrazione con i suoi candidati all’Assemblea degli Azionisti prevista per il 29 marzo.

Domenica scorsa, Vivendi, principale azionista di Telecom Italia, ha dichiarato di essere pronto a sostenere una fusione con Open Fiber per la rete fissa, se alcune condizioni sono riunite. Allo stesso tempo, il gruppo francese ha rilanciato i suoi attacchi al fondo americano Elliott, secondo azionista di TIM con poco meno del 10% del capitale. I due avversari stanno lottando per far raddrizzare l’operatore italiano di telecomunicazioni, che è afflitto da un debito di oltre 25 miliardi di euro.

“Vivendi ha presentato oggi le sue proposte di recupero di valore per Telecom Italia in una sollecitazione per procura lanciata ai sensi della legge italiana”, ha spiegato il gruppo in un comunicato.

Elliott e Vivendi in disaccordo.

In questo documento di 48 pagine, il gruppo guidato da Vincent Bolloré intende dimostrare che il fondo Elliott, che ha assunto il controllo del consiglio di amministrazione nel maggio 2018, agisce con ambizioni finanziarie a breve termine che danneggiano l’operatore italiano. Elliott sostiene la scissione della rete di TIM e la sua fusione con Open Fiber – un’idea sostenuta anche dal governo italiano – mentre Vivendi voleva che il gruppo mantenesse il controllo del suo principale asset.

“Per Vivendi, la rete fissa è il cuore della creazione di valore di TIM”, si legge in un documento disponibile sul sito web del gruppo francese, “Vivendi è pronto a sostenere la fusione di Open Fiber e TIM se le condizioni sono buone e corrette dal punto di vista operativo, finanziario e normativo e se questa fusione è supervisionata da un consiglio controllato da amministratori indipendenti”. Open Fiber è controllata congiuntamente dall’ente pubblico italiano Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e dal gruppo energetico italiano Eni.

Assemblea Generale Critica

L’Assemblea degli Azionisti di TIM del 29 marzo voterà la proposta di Vivendi di rimuovere cinque dei dieci membri del Consiglio di Amministrazione dalla lista del fondo attivista Elliott e di sostituirli con cinque amministratori indipendenti, come precisato in un comunicato stampa. “La negligenza del consiglio di amministrazione nominato da Elliott ha indebolito la situazione finanziaria di TIM”, ha assicurato il gruppo francese. “Il valore per gli azionisti è stato distrutto e i rischi sono aumentati.”

Per Vivendi, la futura composizione del Consiglio di Amministrazione “darà a TIM le condizioni e le garanzie necessarie per avere una governance adeguata e per mantenere le sue promesse”. “Dovrebbe anche consentire al consiglio di amministrazione di agire in modo più efficace e coerente”, ha aggiunto la società francese.

Un piano strategico per convincere gli investitori

Giovedì scorso Telecom Italia si è impegnata nell’ accelerare la riduzione dei costi, nell’ aumento del rendimento per gli azionisti e nell’incremento degli utili a partire dal 2020 sotto la guida del nuovo amministratore delegato Luigi Gubitosi. Il nuovo piano strategico 2019-2021 mira a convincere gli investitori che il gruppo può recuperare il suo valore in borsa e affrontare l’emergere di nuovi concorrenti, essenzialmente Open Fiber con la sua rete in fibra ottica e la sua offerta di telefonia mobile a basso costo, lanciata in Italia dalla società francese Iliad.

Le finanze di TIM sono state danneggiate dai 2,4 miliardi di euro – molto più di quanto inizialmente previsto – che ha messo sul tavolo per ottenere la quinta generazione. TIM intende riorganizzare le proprie attività sul mercato interno, investendo tre miliardi di euro all’anno. Prevede inoltre di espandere le proprie attività in Brasile e prevede di avviare diverse iniziative strategiche per la creazione di valore. Nel 2018, Tim ha subito una perdita netta di 1,4 miliardi di euro, contro un utile di 1,1 miliardi di euro dell’anno precedente. L’azienda prevede inoltre che anche il 2019 sarà un anno difficile. Sul mercato azionario, il titolo di Telecom Italia ha guadagnato l’11,28% dall’inizio dell’anno, ma in dodici mesi la quota ha perso quasi il 25% del suo valore.

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