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Continua la guerra tra l’attivista americano Elliott Management e il gruppo francese Vivendi, due azionisti di Telecom Italia che da quasi un anno si battono per il futuro monopolio della telefonia italiana. Il 12 marzo, Vivendi non ha sminuzzato le sue parole ha attaccato Elliott in un comunicato stampa in cui ha descritto il suo percorso tumultuoso.

Le pratiche di Elliott

Elliott è stato sanzionato con la più grossa multa mai imposta dall’AMF (Autorità des Marchés Financiers). Nel 2014, l’AMF ha multato Elliott Advisors e Elliott Management per un totale di 16 milioni di euro. Elliott Advisors (Regno Unito) è stata condannata per aver trasmesso a Elliott Management informazioni riservate riguardanti l’esistenza di trattative preliminari per la vendita a Eiffarie della sua partecipazione al capitale di APRR. Si tratta della più importante ammenda mai imposta dall’AMF.

Elliott si rivolge ai figli e alle famiglie dei principali responsabili delle aziende che mira : “In almeno tre occasioni, secondo la testimonianza del tribunale e dei testimoni che hanno parlato con la rivista Fortune, i figli delle vittime di attacchi da parte dei fondi attivisti sono stati coinvolti, con l’obiettivo di ottenere informazioni o di usarli contro i loro genitori. In un caso che coinvolgeva Norbert Essing, un consulente di pubbliche relazioni di Arconic in Germania, i vicini dei suoi figli a Londra sono stati avvicinati da persone che chiedevano loro delle informazioni sul possibile uso di droga di Essing. “(Inside Elliott Management: How Paul Singer’s Hedge Fund Always Wins, Fortune, 15 dicembre 2017).

Singer senza pietà per le sue pratiche spietate: Come ha commentato prima The Nation, “Singer è crudele per le pratiche aggressive che ha iniziato. “A Singer non importa dei terribili danni che il suo fondo sta facendo ai cittadini. “(Paul Singer – market master or litigious vulture?, CADTM, 23 giugno 2016).

I danni di Elliott ai cittadini: “La distruzione di Delphi da parte di Paul Singer ha devastato migliaia di famiglie, gli è costato un miliardo di dollari.” (Paul Singer – market master or litigious vulture? CADTM, 23 giugno 2016). Elliott Management, insieme a Silver Point Capital e Third Point di Dan Loeb, hanno bloccato una vendita proposta dal Ministero delle Finanze che avrebbe salvato 15 dei 29 stabilimenti di Delphi e innumerevoli posti di lavoro. Con Delphi all’altra estremità della scala, i fondi attivisti sono stati in grado di generare entrate aggiuntive chiudendo ulteriori fabbriche in tutto il paese. Dan Loeb, il cui fondo speculativo era anche parte dell’accordo, si vantava che “quasi nessun sindacato nordamericano” è sopravvissuto in seguito al passaggio dei fondi attivisti nell’accordo finale che conclude il fallimento.

I 20.000 pensionati della Delphi hanno perso fino al 70% della loro pensione, circa 8.500 lavoratori hanno perso il lavoro e solo quattro aziende non sono state chiuse. (Paul Singer – market master or litigious vulture? CADTM, 23 giugno 2016).

Singer sulla disuguaglianza di reddito: “un feroce difensore dell’1% e un power broker che emerge dai repubblicani (….) Il miliardario ha poca simpatia per la sofferenza del restante 99%”. (Mitt Romney’s hedge fund kingmaker, Fortune, 26 marzo 2012).

Singer che finanzia i negazionisti del cambiamento climatico: “E’ stato recentemente scoperto che Singer stava finanziando l’implacabile negazionista del cambiamento climatico Bjorn Lomborg, che ha fornito quasi un terzo del reddito della sua fondazione nel 2013” (Paul Singer – market master or litigious vulture?, CADTM, 23 giugno 2016).

Elliott in Congo: “Mentre Singer stava combattendo con il governo congolese per un profitto significativo, il paese è stato immerso in una delle più grandi carestie che il mondo abbia mai conosciuto”. (Paul Singer -market master or litigious vulture?, CADTM, 23 giugno 2016).

Elliott e l’amianto: Elliott è noto per aver assunto posizioni in aziende in difficoltà. Owen Corning era ricercato dai suoi lavoratori “morto o soffrendo di amianto”. La società è fallita e si è impegnata a risarcire più vittime. Elliott ha comprato Corning ad un prezzo “vicino allo zero”. È stata poi lanciata una campagna contro i lavoratori, sostenendo che stavano “simulando“. (Elliott has culture picnic in Korea Inc., Korea Times, 12 giugno 2015).

Elliott e le sue pratiche agressive: “Le pratiche aggressive, per quanto controverse siano, hanno il vantaggio di esercitare un potere che supera di gran lunga quello che il denaro può procurare. Ed è questo che distingue Elliott dai suoi partner meno fortunati. Per essere un ottimo attivista, non basta essere intelligenti e testardi, bisogna anche avere la volontà”, dice David Rosewater, del gruppo anti-attivismo azionariato, che consiglia le aziende come capo alla Morgan Stanley, e che in precedenza rappresentava Elliott come avvocato. “Non tutti vogliono interpretare il ruolo del cattivo” (Inside Elliott Management: How Paul Singer’s Hedge Fund Always Wins, Fortune, 15 dicembre 2017).

Elliott in TIM

Presentazione “Time for TIM” di Elliott:

– Documento contenente informazioni fuorvianti e fatti falsi che corrispondono alla natura stessa del fondo attivista non etico Elliott; questo documento è un insulto all’intelligenza degli azionisti di TIM.

– Elliott preferisce evitare di rispondere alle conseguenze delle violazioni della governance dell’azienda e delle leggi da parte del Presidente.

– Elliott ha rifiutato di rispondere all’istituzione del suo collar e  al suo non allineamento con gli altri azionisti.

– Elliott declina ogni responsabilità – controlla il consiglio di amministrazione dal maggio 2018. Questo consiglio crea un ambiente disfunzionale che influisce sul prezzo delle azioni di TIM ed impedisce al management di operare poiché non è d’accordo con esso per la vendita dei beni.

– Il loro documento include vecchi argomenti che non sono più rilevanti per le agenzie di rappresentanza. Gli scenari sono cambiati drasticamente da allora, quando hanno indotto in errore gli azionisti e le agenzie di rappresentanza.

– Nonostante le dichiarazioni di Elliott, Vivendi non ha alcuna intenzione di controllare TIM o di nominare un presidente o un amministratore delegato.

– Vivendi è un investitore di lunga data senza collar e che ha un unico obiettivo: istituire un consiglio di amministrazione neutrale che rappresenti tutti gli azionisti.

– La nuova lista proposta è composta da amministratori altamente qualificati, con elevata integrità, che agiranno in qualità di membri indipendenti e conferiranno al Consiglio di Amministrazione una nuova dinamica e competenza.

– Mantenere lo status quo significa mantenere una cattiva governance nell’unico interesse di Elliott. Gli azionisti dovrebbero agire subito.

Richiesta di Elliott di un “Consiglio di Amministrazione veramente indipendente” – Comportamento inappropriato dei membri del Consiglio di Amministrazione nominati da Elliott.

Elliott dice che la TIM ha un consiglio di amministrazione veramente indipendente. Come confermato e documentato nella relazione del Collegio Sindacale di TIM, i membri del consiglio di amministrazione nominati da Elliott sono responsabili di numerose irregolarità e ripetute violazioni del Codice Civile, del Regolamento Interno, del Codice Finanziario Italiano e delle regole di governance dell’azienda, in particolare a causa:

– Dell’organizzazione delle riunioni del “Consiglio di amministrazione parallelo”

– Della diffusione a terzi di informazioni interne e sensibili per il prezzo delle azioni, in flagrante violazione della Market Abuse Regulation (MAR)

– Il presidente Conti inganna il Collegio Sindacale di TIM

– Della nomina di un consulente legale senza seguire le politiche interne di TIM, come la nomina di Bonelli Erede in qualità di consulente legale per il processo di rimozione dell’amministratore delegato Amos Genish.

– Della ricerca di un nuovo amministratore delegato senza tener conto di candidati esterni

– Accettando i consigli di Elliott (Bonelli Erede e Vitale & Co.), il che costituisce un chiaro conflitto di interessi e dimostra come Elliott controlli il Consiglio di amministrazione di TIM, con la capacità di difendere la propria agenda.

Inoltre, un rappresentante chiave di Elliott (Giorgio Furlani) avrebbe partecipato a diverse riunioni del “Consiglio di amministrazione parallelo”.

Adattamento degli interessi con gli altri azionisti

Elliott non lavora nell’interesse di tutti gli azionisti, ma solo per se stesso. I suoi obiettivi sono a breve termine e non sono in linea con quelli degli altri azionisti di TIM. Il fatto che TIM abbia intrapreso una serie di consigli di amministrazione dimostra: la capacità di Elliott di controllare efficacemente il consiglio di amministrazione di TIM e la sua capacità di imporre una propria tabella di marcia.Il collar consente a Elliott di detenere diritti di voto senza esposizione economica (“voto a vuoto”).

Le bugie e i fallimenti di Elliott

Elliott cita nella sua ultima presentazione che “i revisori dei conti di TIM hanno respinto tutte le accuse fatte da Vivendi, il che è nel loro stesso interesse.

Elliott ha accusato Vivendi di voler riprendere il controllo. Vivendi propone un consiglio di amministrazione indipendente, sostituendo i cinque amministratori comprati da Elliott con cinque amministratori indipendenti ed estremamente competenti.

Elliott mette in discussione la reputazione e l’indipendenza dei candidati sostenuti da Vivendi. I fatti dimostrano che i candidati di Vivendi sono: più competenti in materia di telecomunicazioni rispetto agli attuali e veramente indipendenti ai sensi della legge italiana, con una riconosciuta esperienza nella gestione di grandi società quotate in borsa.

Elliott dice che Vivendi vuole tornare su DigiTIM. Vivendi sosterrà tutte le proposte ritenute più vantaggiose a lungo termine per tutti gli azionisti di TIM e le altre parti interessate, compresi i regimi alternativi per la rete fissa, il miglioramento del cash flow, le iniziative di riduzione del debito, la potenziale vendita di attività non strategiche, la semplificazione della struttura del capitale e la ripresa del pagamento dei dividendi.

Elliott attacca il gruppo Bolloré e i “piani di Vivendi per TIM” con accuse assurde, per distogliere l’attenzione da TIM. La risposta è semplice:

– Vivendi ha investito circa 4 miliardi di euro in Telecom Italia e non ha derivati finanziari. I suoi interessi sono perfettamente in linea con quelli di tutti gli altri azionisti a lungo termine di TIM.

– Elliott ha un collar che limita il suo potenziale di guadagno ad un valore superiore a 0,4809 euro, consentendogli di detenere diritti di voto senza alcuna esposizione economica (“empty voting”). I suoi interessi non sono chiaramente in linea con quelli degli altri azionisti di TIM; la sua strategia di investimento non è chiara.

Elliott inganna gli investitori in molti modi, anche sostenendo giustamente di aver sostenuto l’ex amministratore delegato prima dell’assemblea generale del 2018 per vincere i voti, prima di orchestrare la sua destabilizzazione sin dal primo giorno.

Elliott promette di proporre candidati indipendenti e una governance aziendale esemplare. Infatti, Elliott ha dettato l’ordine ai suoi candidati che sembravano totalmente manipolati e hanno ripetutamente compiuto una serie di azioni guidate esclusivamente dall’interesse di Elliott.

Elliott ha bloccato la nomina di Michel Sibony: non è chiaro come la nomina di Michel Sibony avrebbe avuto un impatto sul cosiddetto “trasferimento degli utili”, in quanto Elliott non è riuscito a spiegare/dimostrare, con prove a sostegno, come il signor Sibony, un professionista di provata esperienza negli acquisti, ha lavorato per Vivendi o quali tipi di benefici avrebbe ricevuto. Circa il 50% delle rinegoziazioni dei servizi forniti sono state effettuate sotto la direzione di Sibony, come annunciato da TIM in occasione della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2018.

Elliott ha dimenticato che la proposta di joint venture Canal+/TIM non è più oggetto di indagine da parte della Consob; la Consob ha confermato che l’operazione è da considerarsi ” di minore rilevanza”.

Elliott ha fatto commenti errati sul contratto Havas. Il Consiglio di Amministrazione eletto nel maggio 2018 non ha preso alcun provvedimento in merito a tale contratto. Havas rimane l’agenzia principale di TIM e la sua campagna pubblicitaria ha vinto premi.

In generale, tutte le operazioni con parti correlate sono state approvate dal Consiglio di Amministrazione di TIM, anche nel 2018. La relazione annuale di TIM 2018 afferma che:

– Nel corso dell’esercizio 2018 non sono state effettuate operazioni rilevanti con parti correlate”; “Le operazioni con parti correlate, ove non regolate da specifiche disposizioni di legge, sono state effettuate in condizioni normali e sono state eseguite secondo le procedure interne”.

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