Telecom Italia: la CDP come arbitro nella battaglia tra Vivendi ed Elliott?

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Vivendi e Elliott Management riusciranno a trovare un terreno comune sulla governance e la gestione di Telecom Italia (TIM)?

Mentre entrambe le parti combattono da mesi una battaglia spietata, la Cassa depositi e prestiti (CDP), che detiene circa il 10% di TIM, potrebbe servire da salvaguardia. Secondo fonti di Bloomberg, la CDP appoggia la proposta di Elliott di fusione della rete di Telecom Italia con quella di Open Fiber SpA, un concorrente più piccolo.

Inoltre, mentre Vivendi chiede la revoca del Presidente (Fulvio Conti) e di quattro membri del Consiglio di Amministrazione nominati da Elliott, che accusa di aver contribuito alla revoca di Amos Genish, ex amministratore delegato di Vivendi, la CDP potrebbe proporre alla guida del Consiglio uno dei suoi rappresentanti. L’ente pubblico transalpino potrebbe anche inserire due dei suoi membri nel Consiglio.

Vivendi, il maggiore azionista di Telecom Italia con una quota del 23,94%, sarà sottoposta a votazione il 29 marzo. A meno che non vi sia un compromesso entro quella data, il persistente disaccordo tra i due azionisti su come trasformare l’azienda sarà al centro dei dibattiti in seno all’Assemblea generale.

Per Telecom Italia, di fronte alla crescente concorrenza sul mercato interno e al forte indebitamento, la lotta tra i suoi due principali investitori non ha fatto che aggravare le difficoltà. Il titolo ha perso un terzo del suo valore nell’ultimo anno.

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